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La salute degli occhi è una delle priorità. Anche i più piccoli possono essere soggetti a patologie. L’intervista dell’inserto Salute della Provincia di Como all’oculista Eyecare Clinic, la dott.ssa Elena Mantovani: «La prima visita entro i tre anni»

Quando si parla di salute degli occhi è importante ricordare che la prevenzione è fondamentale ad ogni età. Anche i più piccoli, infatti, possono essere soggetti a patologie oculari e disturbi della vista.

Dott.ssa Elena Mantovani – Oculista presso Eyecare Clinic Milano

«Oltre ai comuni vizi di refrazione come l’ipermetropia, la miopia e l’astigmatismo, le patologie oculari più frequenti nel bambino sono l’ambliopia e lo strabismo – spiega Elena Mantovani, oculista di Eyecare Clinic Milano – È utile sapere, inoltre, che l’occhio del bambino può essere affetto anche da patologie vere e proprie come la cataratta e il glaucoma congenito, problematiche retiniche e vascolari legate alla prematurità o di tipo eredodegenerativo, nonché da patologie infiammatorie e tumorali a carico del bulbo dell’orbita e degli annessi oculari». 

Una tempestiva diagnosi è fondamentale per salvaguardare la vista del bambino e del futuro adulto che sarà. 

In termini di diagnosi precocealcuni accertamenti vengono eseguiti già nei primi giorni di vita del bambino. «In ospedale, prima della dimissione, è obbligatorio eseguire il “Test del riflesso rosso“, uno screening veloce e immediato. – prosegue il medico – Attraverso il riflesso emanato dalla retina stimolata da una fonte luminosa, è possibile evidenziare eventuali opacità dei mezzi diottrici dell’occhio (cornea, cristallino e vitreo) nonché problematiche retiniche che, se non diagnosticate tempestivamente, compromettono il corretto sviluppo visivo». 

Nei mesi successivi, generalmente intorno ai 6 mesi, l’oculista o il pediatra possono effettuare una prima valutazione delle funzioni visive di base come il controllo dei riflessi pupillari, dell’allineamento oculare, della presenza di strabismo e la capacità di inseguimento degli oggetti. 

Ma quando è utile prenotare una prima visita oculistica negli anni successivi? «Sicuramente prima dei tre anni, e non oltre, se si palesano evidenti problematiche, se si sospetta una scarsa visione, uno strabismo, se si ha familiarità per ambliopia o vizi di refrazione o si è nati prematuri – precisaMantovani – In assenza di sintomi o di quanto appena descritto, invece, sarebbe opportuno eseguire la prima visita completa entro i 3-4 anni. Questa è un’età in cui il bambino è ben collaborante nell’esecuzione dei vari test visivi e dove si è in tempo per correggere eventuali problematiche che potrebbero compromettere lo sviluppo visivo».

Parlando di vista e bambini nella comunità sono senza dubbio più diffuse problematiche come la miopia e lo strabismo, in pochi, invece, conoscono altre condizioni come l’ambliopia

«L’ambliopia è il cosiddetto “occhio pigro” e consiste nello scarso sviluppo della funzione visiva di uno o entrambi gli occhi a causa di un’alterata trasmissione dell’impulso visivo al cervello e una alterata elaborazione delle immagini – spiega ancora – Le cause possono essere diverse, come uno strabismo (ambliopia strabica) che può essere anche non manifesto, oppure un’eccessiva differenza di refrazione tra i due occhi (ambliopia anisometrica), ma ci possono essere cause fisiche che ostacolano l’asse visivo, come la cataratta congenita, le opacità corneali o le ptosi palpebrali».

Se non diagnosticata in tempo e adeguatamente trattata la problematica può evolvere in un ipovisus permanente dell’occhio interessato, non più recuperabile, con assenza della funzione visiva stereoscopica, ovvero del senso della profondità e della visione tridimensionale. 

Problematica frequente nei più piccoli è lo strabismo. «Si verifica quando c’è un disallineamento tra i due occhi, ovvero quando un occhio guarda verso un punto nello spazio e l’altro devia in una direzione diversa creando la percezione di un’immagine doppia – dice il medico –

Nel bambino è la prima causa di ambliopia poiché il cervello, per evitare la diplopia, ovvero la percezione della doppia immagine, elimina l’immagine dell’occhio meno nitida escludendolo di fatto dalla visione impedendone il corretto sviluppo».

Nei bambini, questa condizione è spesso dovuta a problemi di sviluppo dei muscoli oculari, a difetti refrattivi non corretti come l’ipermetropia o condizioni neurologiche. In alcuni casi, lo strabismo può essere ereditario e presentarsi in diverse generazioni della stessa famiglia. 

Francesca Guido – Inserto Salute La Provincia di Como 28/01/2026