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DAL CANADA: OLFATTO? CI PENSANO GLI OCCHI!

 

A quanto pare, il senso dell’olfatto non riceve informazioni solo dal naso. Secondo un recente studio pubblicato sulla nota rivista scientifica Chemical Senses da alcuni ricercatori canadesi, il nostro cervello si servirebbe anche della vista per elaborare e classificare gli odori.

Sembra infatti confermato dallo studio sopracitato, che la percezione degli odori dipenda  anche dalla loro descrizione e, quindi, da input visivi che stimolano e arricchiscono la raccolta d’informazioni di cui si serve il nostro organo cerebrale per trarre conclusioni a riguardo: se ad un odore verrà associata una descrizione, o un’immagine sgradevole, ci sono alte possibilità che venga percepito come sgradevole, diversamente, come profumo piacevole.

Lo studio canadese sì è basato sulle riposte fornite da 50 tester, ai quali è stato chiesto di valutare odori riguardanti sostanze non esplicite, anonime, ciascuna accompagnata da differenti descrizioni che venivano proposte in modo alterno: una positiva e una negativa.

I risultati si sono rivelati altamente coerenti con quella che era stata l’ipotesi di partenza:  sono stati giudicati più gradevoli gli odori associati a descrizioni positive.

Il “blind test” si è avvalso di 4 fragranze molto diverse fra loro – geraniolo, formaggio parmigiano, cumino e olio essenziale di pino – , che non sono mai state rese visivamente esplicite. Proprio questa scelta ha permesso di dimostrare come la percezione degli odori non sia oggettiva: Simona Manescu, a capo della ricerca, spiega infatti come sia “influenzata dall’interpretazione cognitiva scatenata dalla lettura della descrizione”.  Un esempio chiarificatore? Quando l’olio essenziale di pino è stato descritto come “aghi di pino”, i partecipanti al test l’hanno catalogato come fragranza piacevole, mentre quando è stato proposto come “solvente scaduto”, è stato giudicato come odore molesto e sgradevole.

Sostanzialmente,  è possibile dedurre che l’organo visivo svolge un ruolo di assoluto rilievo e in grado di chiarire situazioni sensoriali complesse anche esterne alla sfera d’azione a cui è normalmente associato, grazie alle naturali doti di immediatezza e rapidità nell’accumulo di informazioni.  L’ennesima dimostrazione che un occhio perfettamente funzionante e performante è necessario per interpretare  la realtà intorno a noi, in tutte le sue sfaccettature.